Home » La Fondazione » Carlo Pucci

Carlo Pucci

pucciQuesto il commento di un bambino della scuola elementare, tra lo scanzonato e l’ironico, a un film che promuoveva il mito delle battaglie per l’unità d’Italia a San Martino e Solferino.
Quel bambino era Carlo Pucci, classe 1925, fiorentino, figlio di Bruno Pucci e Clara (Claretta) Rossi, sorella di Ernesto. “Buby” (questo il soprannome di Carlo in famiglia) fu il nipote prediletto di Ernesto Rossi, fino a divenirne suo collaboratore nel dopoguerra.
Dallo zio trasse ispirazione per il suo impegno civile e politico che lo portò a condividerne l’antifascismo e a partecipare come volontario alla guerra di liberazione tra le fila del ricostituito esercito regolare.
Dallo zio Ernesto apprese anche l’idea di un’Europa federata e divenne un fervente animatore della sezione fiorentina del Movimento federalista europeo, alla cui fondazione partecipò attivamente. La sezione nacque nel 1944 sulla spinta di un gruppo di intellettuali fiorentini di grande spicco quali Piero Calamandrei, Giorgio La Pira, Giacomo Devoto, Giorgio Spini, Lelio Lagorio, Gian Carlo Zoli, Lando Conti.
Laureatosi in Matematica all’Università di Firenze, Pucci iniziò la sua carriera di docente universitario nel 1962 a Catania, per spostarsi poi a Genova e tornare nella sua Firenze nel 1969. Egli portò il suo impegno civile anche nel mondo accademico e della ricerca. E’ da ricordare il suo contributo al dibattito e alla realizzazione della riforma del Cnr negli anni sessanta per la pubblicità dei bilanci degli Istituti universitari quando questi erano segreti e gestiti individualmente dai direttori. Una presa di posizione analoga alla battaglia dello zio Ernesto sulla trasparenza dei bilanci degli enti pubblici negli anni cinquanta. Dal 1968 al 1976 Carlo Pucci promosse il rinnovamento della matematica italiana come presidente del Comitato Nazionale Scienze Matematiche del Cnr, lanciando immediatamente un vasto programma di borse di studio per l’estero e per l’interno, destinate ai giovani e da attribuire sulla base di un concorso nazionale, con l’intento di preparare la prevedibile espansione dei ruoli universitari, che sarebbe avvenuta nel ventennio successivo e promuovendo, fin dal 1969, i corsi estivi di avviamento alla ricerca in Matematica. Con una certo anticipo sui tempi, lo scopo di questi corsi era sviluppare nei giovani laureati la consapevolezza di appartenere a una comunità scientifica nazionale e internazionale e di fornire loro i contatti necessari per accedere ai programmi di dottorato stranieri usufruendo delle borse per l’estero offerte dal Cnr.
Già nel 1962, denotava un approccio mentale molto innovativo che sarebbe ancora attuale, come testimonia la lettera inviata a un suo laureato che si trovava negli Stati Uniti per perfezionare i suoi studi: quel giovane dottorando era Alessandro Figà Talamanca, attuale presidente della Fondazione Ernesto Rossi e Gaetano Salvemini, indicato dallo stesso Pucci come suo erede alla guida dell’ente culturale.
Nel corso della sua carriera accademica, Carlo Pucci è stato Socio dell’Unione Matematica Italiana dal 1949, membro della Commissione Scientifica dal 1967, ricoprendo cariche direttive per circa 30 anni, compresa quella di presidente dal 1976 al 1982. Dal 1995 era stato nominato presidente onorario.
Come docente ha lasciato un’impronta significativa e ancora molto viva nel ricordo e nelle parole di chi lo ha conosciuto e ha lavorato al suo fianco.
Nel 1993 alla scomparsa di Ada Rossi, moglie di Ernesto, a Carlo Pucci sono andate le carte dello zio, la cui meticolosa attività di archivista ci ha consegnato una messe incredibile di materiale. Per preservare tramite questi documenti la memoria dello zio Ernesto e continuarne l’attività di pubblicazione e divulgazione delle opere di Gaetano Salvemini, Carlo Pucci decise di dare vita alla Fondazione Ernesto Rossi e Gaetano Salvemini, con sede nella sua stessa abitazione in via Alessandro Volta n. 105 a Firenze.

(Si ringraziano per la collaborazione i proff. Carlo Brezzi, presidente dell’Umi, Giuseppe Anichini e Salvatore Coen)

Contributi su Carlo Pucci