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Lettera di Carlo Pucci ad Alessandro Figà Talamanca

Al Presidente dell’Unione Matematica Italiana
Bologna.

 

Caro Presidente,

La scomparsa di Carlo Pucci mi ha portato a cercare tra le mie carte qualche suo ricordo. Ho trovato alcune delle lettere che mi ha scritto nei primi anni sessanta quando ero studente del dottorato all’Università di California a Los Angeles. Una in particolare, scritta quando ero negli Stati Uniti da  un anno e mezzo, mi ha colpito perché mi sembra riflettere bene il Suo pensiero ed i Suoi sentimenti, di allora e di sempre. Vorrei trascriverTela per intero. La lettera è scritta a mano su carta che riporta la seguente intestazione:

 

Università degli Studi

Seminario Matematico

Palazzo delle Scienze

Catania.

Lascio a Te la decisione relativa ad una eventuale pubblicazione, in tutto o in parte, di questa lettera.

Cordiali saluti,

Alessandro Figà-Talamanca.

 

TESTO DELLA LETTERA DI CARLO PUCCI

                                                                   12 febbraio 1962

Caro Figà Talamanca,

                                   La sua lettera mi ha fatto molto piacere. Vedo che la sua esperienza americana sta dando ottimi frutti. Non potevo sperare meglio quando le consigliavo il gran salto. Mi fa particolarmente piacere il suo proponimento di tornare in Italia a darci una mano alla riorganizzazione della università italiana. Principalmente per questo intento decisi anni fa di non stabilirmi negli Stati Uniti. In questi ultimi due anni sono stati fatti dei passi in avanti nel campo universitario ed in particolare nel settore matematico. Si tratta principalmente di maggiori finanziamenti. Ora vi sono disponibili una sessantina di borse di studio per neolaureati in matematica (80.000 mensili) e gli stipendi sono aumentati anche ai docenti dei gradi inferiori (60.000 mensili ad assistente straordinario, circa 110.000 mensili, come primo stipendio ad assistente di ruolo). Questo può far sperare di poter attirare un maggior numero di persone di valore nel settore universitario, che possano studiare invece di disperdersi in ripetizioni private ad altri mestieri. Si parla inoltre sempre più di sdoppiamento dei corsi sovraffollati. A Roma siamo riusciti a dividere in 4 corsi paralleli gli studenti di ingegneria del I anno. Ogni anno aumenta l’organico degli assistenti e dei professori, in modo assurdamente inferiore alle necessità didattiche ma quasi proporzionato alla attuale disponibilità di persone qualificate. Riforme strutturali come quella della introduzione del ruolo dei professori aggregati sono state respinte. Comunque speriamo di spuntarcela prima o poi. Sulla questione dell’autonomia universitaria che lei giustamente critica come è attualmente configurata, vi è in genere una notevole confusione di idee perché non è facile indicare i rimedi. Oltre i problemi di struttura vi sono quelli di costume e di mentalità. Anche in questo senso qualche piccolo passo è stato fatto perché un gruppo di persone che sentono il disagio dell’attuale situazione non hanno mancato una occasione per ribadire le loro critiche. Vi è poi una maggiore ampiezza di contatti con l’estero. Anche per questo il suo ritorno in Italia sarà certo molto positivo ed io credo che troverà una situazione nella quale potrà inserirsi proficuamente. Non credo che vi saranno difficoltà neanche dal punto di vista accademico. La divisione in analisi, geometria, meccanica razionale che lei ricorda è ormai superata e nella opinione di tutti e per la introduzione di algebra come esame fondamentale al I anno. Quest’anno vi è un concorso per la cattedra di algebra ed un altro per la cattedra di calcolo numerico, mentre un concorso per una cattedra di analisi è stato vinto da un topologo. Vi è poi la possibilità di sopravvivere senza essere “allievi” di nessuno. I capo scuola (spesso capo mafia) con i loro discepoli e accoliti dominano ancora largamente la vita accademica italiana, però si manifestano a volte delle reazioni al sistema. Ad es. io che non ero più allievo di nessuno alla fine ho vinto un concorso per la cattedra di analisi di Catania ove ora sono. Quando lei vorrà tornare in Italia troverà certo degli istituti matematici ben lieti di accoglierla, certo però in condizioni economiche molto peggiori di quanto può trovare negli Stati Uniti ed anche in condizioni di grave isolamento scientifico. A quest’ultimo si può in parte riparare con saltuari viaggi (sono stato di nuovo negli Stati Uniti nell’ottobre novembre dicembre 61). Quando tra due o tre anni pensa di tornare in Italia mi scriva ed io sarò lieto di darle informazioni sulle possibilità di sistemazione e cercherò di farle pervenire delle offerte.

         Per quanto riguarda i suoi programmi di studio non so cosa dirle. E’  naturale che i suoi interessi originari si siano modificati. Succede a tutti. Si ricordi che difficilmente in seguito avrà tempo per studi matematici, ora è il momento buono. Per la scelta della tesi tenga anche conto della qualità della persona con la quale lei la deve elaborare. Anche se può farla da solo pensi che è un’occasione per imparare dalla esperienza di ricerca di un altro, specialmente se si tratta di una persona che si impegnerebbe a lavorare con lei.

         Abbia i miei migliori auguri  e saluti. Suo affezionato

                                                                      Carlo Pucci