Nel solco delle celebrazioni per il centenario della nascita di Gaetano Arfé, l’Università di Firenze e la Fondazione Circolo Fratelli Rosselli propongono una giornata di studio dedicata a una delle figure più luminose del socialismo italiano del Novecento: storico rigoroso, intellettuale militante, europeista convinto. Un uomo che ha intrecciato ricerca e impegno civile con una naturalezza che ancora oggi sorprende per la sua attualità.
Il convegno, ospitato dalla Scuola di Scienze Politiche “Cesare Alfieri”, si apre con i saluti istituzionali del presidente Andrea Lippi e di Valdo Spini, presidente della Fondazione Circolo Rosselli, che ha più volte ricordato come Arfé rappresenti una cerniera ideale tra memoria resistenziale e progetto europeo.
A seguire, un parterre di studiosi traccerà le molte linee che compongono la sua eredità:
• Donatella Cherubini (Università di Siena) offrirà un ritratto del “cantastorie” della sinistra italiana, dalle radici di Somma Vesuviana alla scena internazionale.
• Gabriele Paolini (Università di Firenze) ricostruirà l’esperienza didattica e politica fiorentina attraverso i corsi alla “Cesare Alfieri”.
• Ariane Landuyt (Università di Siena) esplorerà il profilo europeista, dove storia e politica si toccano e dialogano come in un prisma.
• Piero Graglia (Università di Milano) approfondirà la scoperta arfeana del federalismo europeo, tema che ancora oggi vibra nel dibattito pubblico.
• Paolo Bagnoli (Università di Siena) analizzerà la raffinatezza teorica dell’intellettuale socialista Arfé.
• Andrea Becherucci (Archivi Storici dell’Unione Europea) chiuderà il quadro con un intervento sull’ultimo Arfé, quello più legato alla difesa della Resistenza e dello spirito costituzionale.
Le considerazioni finali saranno affidate a Valdo Spini e Gabriele Paolini, che tireranno le fila di una giornata pensata non come un esercizio celebrativo, ma come un’occasione per interrogare il presente alla luce di una biografia esemplare.
L’appuntamento è fissato per mercoledì 12 novembre, alle ore 14.30, presso l’Edificio D5, Aula 1.10, Polo delle Scienze Sociali di Novoli.
Un convegno che non si limita a ricordare un grande intellettuale, ma invita a riprendere in mano la sua eredità più preziosa: l’idea che la storia non sia un archivio immobile, bensì un laboratorio per costruire futuro.


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