Storico, politico, intellettuale intransigente, Gaetano Salvemini (1873–1957) è stato una delle figure più rilevanti del Novecento italiano. Dalla battaglia contro il conservatorismo della classe dirigente liberale all’impegno per portare la questione meridionale al centro del dibattito socialista, Salvemini ha incarnato una forma di militanza fondata sul rigore dell’analisi storica e sulla responsabilità civile dell’intellettuale.
Strenuo oppositore del sistema giolittiano – da lui definito “il ministero della mala vita” – e tra i fondatori de L’Unità, sostenne l’ingresso dell’Italia nella Prima guerra mondiale al fianco delle democrazie liberali. Tra i più coerenti e radicali avversari del fascismo, fu costretto all’esilio dopo le persecuzioni e l’uccisione di allievi e amici come Piero Gobetti e i fratelli Carlo Rosselli. Per oltre vent’anni, tra Francia, Inghilterra e Stati Uniti, denunciò con libri e conferenze la natura autoritaria del regime mussoliniano.
Rientrato in Italia nel secondo dopoguerra, continuò il suo impegno critico contro ogni forma di dogmatismo, polemizzando tanto con il comunismo quanto con la “clerocrazia” dell’Italia di Pio XII. Come egli stesso ricordò, visse molte vite, tutte segnate da un profondo senso tragico.
A partire da scritti, lettere e diari, la biografia Gaetano Salvemini. L’impegno intellettuale e la lotta politica (Carocci, 2025) restituisce un ritratto a tutto tondo di uno dei più importanti storici e intellettuali italiani del XX secolo. Il volume sarà presentato lunedì 19 gennaio 2026, alle ore 18, presso l’Aula Bernardi del Collegio Ghislieri.
Dialogheranno con l’autore Mauro Moretti (Università per Stranieri di Siena) ed Elisa Signori (Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea). Modera Pierangelo Lombardi.


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