Venerdì 10 ottobre 2025, ore 11.00, la Città di Torino dedicherà ad Ada Rossi il giardino compreso tra via Benevento e lungo Po Antonelli 59 int. 12.
La cerimonia di intitolazione si svolgerà alla presenza del Sindaco Stefano Lo Russo e della Presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo, insieme alle autorità cittadine e ai rappresentanti del mondo della cultura e dell’impegno civile.
L’iniziativa intende rendere omaggio a una figura straordinaria della storia italiana, donna di profonda coerenza morale e protagonista della stagione della Resistenza e della nascita della Repubblica.
Ada Rossi
(Golese, 10 settembre 1899 – Roma, 15 giugno 1993)

Di origini emiliane, Ada Rossi giunse a Torino in gioventù per frequentare il Collegio Villa della Regina, dove ottenne il diploma di maestra, proseguendo poi gli studi in Lombardia fino alla laurea in Matematica all’Università di Pavia.
Insegnante di matematica e fisica in un istituto superiore di Bergamo, conobbe e sposò Ernesto Rossi, intellettuale e politico antifascista, con il quale condivise l’impegno in Giustizia e Libertà.
Allontanata dall’insegnamento per motivi politici, Ada Rossi continuò a sostenere la famiglia con lezioni private e a mantenere viva la rete antifascista nella provincia bergamasca. Durante la detenzione del marito a Ventotene, collaborò alla diffusione del Manifesto per un’Europa libera e unita, redatto da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni. Insieme a Ursula Hirschmann contribuì a far conoscere il documento sul continente e organizzò, nel 1943, la prima riunione costitutiva del Movimento Federalista Europeo a Milano.
Donna indipendente e coraggiosa, fedele al suo ideale di libertà e giustizia, Ada Rossi è ricordata tra le madri morali della Repubblica italiana e tra le pioniere dell’Europa unita.
La Fondazione Rossi Salvemini accoglie con profonda gratitudine l’iniziativa della Città di Torino, che con questa intitolazione restituisce memoria pubblica al coraggio e alla visione di Ada Rossi. Il suo impegno per la libertà, l’educazione e l’unità europea rimane un esempio vivo di cittadinanza attiva e di responsabilità civile, valori che la Fondazione continua a promuovere nel solco della sua eredità morale e culturale.

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