
Il 5 e 6 marzo 2026 Milano ospiterà il convegno di studi dedicato ai Comitati di Liberazione Nazionale, nel quadro delle iniziative per l’ottantesimo anniversario della Liberazione. Due giornate di approfondimento storico e civile per rileggere il ruolo dei CLN nella fase decisiva che conduce dalla Resistenza alla nascita della Repubblica.
L’iniziativa è promossa da Federazione Italiana Associazioni Partigiane (FIAP), Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI), Federazione Italiana Volontari della Libertà (FIVL), Istituto Nazionale Ferruccio Parri, Fondazione Aldo Aniasi, Circolo De Amicis 17 e Centro Studi Circolo Caldara, con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di missione anniversari nazionali ed eventi sportivi nazionali e internazionali.
La parola agli archivi: memoria e responsabilità
I lavori si apriranno giovedì 5 marzo alle ore 10.30 in Sala De Amicis con i saluti istituzionali di Ferruccio Parri, Vice presidente nazionale FIAP.
La sessione introduttiva, presieduta da Paolo Corsini, Presidente dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, sarà dedicata al patrimonio documentario dei CLN. Leonardo Mineo affronterà il tema della conservazione degli archivi dei Comitati come “compromesso fecondo” tra tutela, accessibilità e memoria pubblica. Dario Taraborrelli presenterà il riordino dell’archivio del CPLN di Grosseto, mostrando come il lavoro archivistico non sia un’operazione tecnica neutra, ma un atto che incide sulla comprensione della storia repubblicana.
Prima del 25 aprile 1945: progettualità nella lotta
La prima sessione pomeridiana (Sala Caldara) sarà dedicata ai CLN prima della Liberazione. A presiedere Alessandro Pollio Salimbeni, vicepresidente nazionale ANPI.
Patrizia Dogliani proporrà un confronto con il Consiglio nazionale della Resistenza francese, mettendo in luce il tema degli “Stati generali della rinascita” nel 1944-1945. Nicola Cacciatore ricostruirà l’attività di Giuseppe Bacciagaluppi e le reti di fuga per ex prigionieri alleati, mentre Mirco Carrattieri analizzerà l’esperienza delle “zone libere” del 1944, banco di prova politico-amministrativo per i CLN.
Dianella Gagliani affronterà la questione della cittadinanza femminile tra il 1943 e il 1945, nodo centrale della nuova democrazia, e Anna Gervasio ricostruirà il Congresso di Bari dei CLN nel delicato equilibrio tra presenza alleata e restaurazione monarchica.
Dopo il 25 aprile: governare la transizione
La giornata di venerdì 6 marzo sarà dedicata ai CLN dopo il 25 aprile 1945, sotto la presidenza di Andrea Ricciardi (FIAP – Fondazione Rossi-Salvemini).
Pierangelo Lombardi analizzerà il ruolo dei CLN al governo tra aprile 1945 e giugno 1946, interrogandosi su legittimità istituzionale e rappresentatività della rete ciellenistica tra illusioni e concrete possibilità. Giovanni Brunetti rifletterà sul tema della defascistizzazione, tra progetto ideale e applicazione concreta.
Fiorella Imprenti affronterà la scuola nella transizione repubblicana e il contributo dei CLN, mentre Agostino Bistarelli si soffermerà sulle politiche di assistenza postbellica. Giorgio Bigatti chiuderà la sessione con un intervento sui CLN aziendali e sulle suggestioni consiliari nel governo delle imprese.
I territori: laboratori di democrazia
La terza sessione pomeridiana, presieduta da Pier Maria Ferrando (Federazione Italiana Volontari della Libertà), proporrà alcuni casi di studio locali.
Patrick Karlsen analizzerà il CLN di Trieste tra Resistenza patriottica e tensioni prefiguranti la Guerra fredda. Roberta Migliavacca e Natalia Stocchi presenteranno una ricerca sulle carte del CLN dell’Oltrepò Pavese. Andrea Montanari approfondirà l’esperienza del CLN di Reggio Emilia come tessitura democratica, mentre Francesco Fusi illustrerà il ruolo del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale.
Un’eredità politica e civile
Il convegno si concluderà con le considerazioni finali e un momento conviviale.
A ottant’anni dalla Liberazione, l’iniziativa intende rileggere i Comitati di Liberazione Nazionale non soltanto come strutture operative della lotta resistenziale, ma come autentici laboratori politici. Nei CLN si sperimentano forme di rappresentanza plurale, si elaborano progetti di rinnovamento istituzionale, si costruisce – nei territori, nelle imprese, nella scuola, nell’assistenza – l’ossatura della futura Repubblica.
Ripensare quella stagione significa interrogarsi sulle radici della democrazia italiana e sulla capacità, allora come oggi, di trasformare una crisi storica in occasione costituente.

Gaetano Salvemini, uno storico militante del Novecento